Recensione libro – E. Mannucci, Emilio Pucci. Lo stilista aviatore., Diarkos

Emilio Pucci libro copertina

Solitamente si associa la figura dello stilista Emilio Pucci alle stampe psichedeliche e futuristiche (in particolare della corrente dell’aeropittura) trasferite su preziosi e fluidi abiti di seta. Poco si conosce della sua vita e degli eventi che hanno portato il giovane ad avvicinarsi al mondo della moda.

Nell’arco di alcuni anni il creatore fiorentino affinò uno stile riconoscibile in tutto il mondo, indossato dalle donne più carismatiche degli anni Cinquanta e Sessanta.

Spesso i libri di storia della moda dedicano allo stilista solo poche semplici righe, le quali purtroppo, oltre a citare parole chiave come – tessuti stampati, fantasie geometriche, accostamenti – non lasciano trasparire nulla di più.

Per fortuna, le vicissitudini del Marchese Emilio Pucci, narrate in modo fotografico, hanno preso vita grazie alla penna di Enrico Mannucci, con il libro “Emilio Pucci. Lo stilista aviatore”, edito da Diarkos, pubblicato a Giugno 2021, acquistabile online e nelle librerie. Sulle tracce dello stilista, in 350 pagine circa è possibile ripercorrere uno spaccato della storia della moda e del costume italiana dagli anni Trenta, alla nascita della moda italiana. Ma non solo; il libro potrebbe essere paragonato ad un vero e proprio testo di storia, dai dettagli così nitidi, minuziosi, quasi tangibili.

“Era un mondo in cui, fuori della scuola, i ragazzi non si parlavano senza essere presentati, ovvero se non si conoscevano tra loro le rispettive famiglie. Le differenze tra gli strati sociali erano sensibili: a seconda delle origini si parlava in modo diverso, si mangiava anche in modo diverso…”

Quella che Pucci ha vissuto è una vita tragica, sull’orlo di un rasoio, che come un aereo in volo ha cambiato però presto traiettoria.

Sin dalla giovane età Emilio mostrerà il suo temperamento e la sua spiccata fantasia “[…] a volte, sembrava che vivesse in una realtà parallela, fatta di sogni e di invenzioni plausibili soltanto a lui..”, la quale lo accompagnerà per tutta la sua vita, permettendogli di superare situazioni spinose e difficili. Con la sua esperienza in prima linea come abile e riconosciuto aviatore nella seconda guerra mondiale, il marchese si fionderà a pieno nei segreti del regime fascista. Incontrerà Benito Mussolini e intratterrà una storia, contraddistinta da lettere romantiche con Edda Ciano, figlia del Duce, detentrice dei famosi diari del marito (fucilato dallo stesso regime), tasselli fondamentali per gli Alleati. La forza, la caparbietà e la generosità di Emilio verranno fuori nelle prime pagine del libro, in cui, con particolari toccanti, vengono narrate le atrocità della guerra e le torture delle temute SS.

Fortuita è però la passione di Emilio per lo sport – ” […] i punti di forza, ora, sono diventati storia e filosofia – dove ottiene sette – ed educazione fisica con un clamoroso nove.” e la sua bravura nello sci. Saranno gli incontri sulle piste e la ricerca di soluzioni comode e funzionali per le tortuose discese a permettere al giovane di sperimentare con la moda, una delle sue grandi passioni. “[…] quando partivamo per la montagna non vedevamo l’ora di toglierci l’uniforme di avanguardisti per metterci il costume da sci che avevamo disegnato da noi.” Sulla neve di Saint Moritz avrà il suo riscatto; con un’occasione data dal destino, mostrerà la sua vena innovativa a Toni Frissell, fotografa di moda della testata Harper’s Bazaar.

Emilio divenne ben presto acclamato da tutte le donne americane e italiane, per la rivoluzione funzionale e di colori che introdusse nell’abbigliamento del tempo, quando ancora il New Look di Christian Dior, con fiori, grandi gonne e metri e metri di tessuti sontuosi e pesanti dettava lo stile. “[…] i suoi capi erano cose magnifiche, differenti, piene di spirito”.

La città che più di tutte lo accoglierà sarà Capri. L’autore in pochi capitoli riesce a trasportarci in una canzone di Claudio Villa o nelle celebri fotografie di Slim Aarons della dolce vita sull’isola del Golfo di Napoli. Si riescono ad immaginare affascinanti e raffinate donne in pantaloni da mare, abiti fluidi, costumi, prendisoli, gonne a ruota, shorts, con tinte forti, mai viste, dai tessuti preziosi e all’avanguardia. Qui il creatore per i suoi capi adotterà i colori della grotta Azzurra, delle bungavillee, della florida vegetazione. In poche righe si percepisce il calore del sole del Sud Italia, la brezza marina, la freschezza della frutta, la bontà di un piatto di spaghetti tanto amato servito su piatti decorati, con una tovaglia vichy a far da sfondo.

“Comunque, Capri a un certo punto era diventata un collegio, tutte le signore erano vestite da lui.”

La sua boutique caprese spopolerà tanto da condurlo direttamente a casa Giorgini (Firenze) nel 1951, all’evento per promuovere la moda italiana, assieme a nomi come le Sorelle Fontana, Simonetta, Schubert e molti altri, contribuendo all’affermazione dell’ italian style. “[…] Al di là della forzatura autarchica, l’idea “nazionalista” di una moda italiana non era affatto sballata. Il nostro artigianato era di prim’ordine. Avevamo, nelle sartorie, mani preziose. […]”.

Sono tante le testimonianze che si leggono nel libro del modo di progettare e di lavorare artigianalmente a Palazzo Pucci a Firenze per dare vita a nuove collezioni e per evadere gli ordini dei clienti. L’energia che si percepisce è d’altri tempi: sarte che tagliavano e cucivano divinamente, le più belle mannequin d’Italia circolavano nei saloni del palazzo e cartoline e libri degli Uffizi o delle Cappelle Medicee erano fonte d’ispirazione. Fulcro delle collezioni stampate di Emilio, così ricche di tradizione, di modernità, saranno gli accostamenti cromatici che nessuno aveva mai visto prima e motivi provenienti da ogni parte del mondo.

In poche righe si riesce anche a percorrere un breve itinerario tra le aziende tessili italiane, pronte a soddisfare ogni desiderio dello stilista.

“[…] L’anno scorso Emilio Pucci stava pensando alla nuova collezione quando per caso gli venne tra le mani una camicia di suo nonno. Era una vecchia camicia da notte, come usavano nell’Ottocento, lunga fino ai polpacci. Senza neanche posarla, prese un foglio e una matita e disegnò un vestito identico da realizzare in cotone. Unica variante: dei piccoli riporti di bottoni sui fianchi e sul petto. Il nuovo vestito-camicia uscì su “Vogue” del novembre, nel dicembre si contavano già a centinaia le imitazioni e migliaia di donne lo indossavano…”

I buyers e i retailers americani impazziranno per Emilio e lo accoglieranno a braccia aperte. Visto come un anticipatore di uno nuovo stile di vita che richiede colore, gaiezza e fantasia, riceverà commissioni non solo di abbigliamento (che in America è indossato dall’intero jet-set), ma anche di porcellane, mobili, libri e addirittura verrà ingaggiato per realizzare il re-branding di una compagnia aerea. Pucci con questa occasione farà decollare la sua moda in alto nel cielo, alla stessa altezza della sua precedente esperienza come aviatore.

Il “marchese sarto” dunque con uno sterzata riuscirà a decollare. Dimenticati i periodi in bianco e nero della guerra, adotterà uno stile di vita a colori, riuscendo a trasformare il suo interesse per la moda, in una professione, la quale gli permetterà di raggiungere il titolo indiscusso di The Prince of Prints, ottenendo riconoscimenti e premi internazionali.

Siccome “La moda è una rappresentazione estetica di un determinato momento storico e il creatore di moda è l’interprete più sensibile dei momento che vive..”, presto lo stile di Emilio Pucci perderà quota. Dietro di lui i grandi degli anni ottanta: i Versace, Armani e Ferrè. Essi prenderanno lo stile di Emilio, plasmandolo e riproponendolo secondo i dettami della nuova società.

Libro E. Mannucci, Emilio Pucci. Lo stilista aviatore., Diarkos, 2021
Libro E. Mannucci, Emilio Pucci. Lo stilista aviatore., Diarkos, 2021

Pagine scritte da Enrico Mannucci ricche di pathos, di aneddoti, di curiosità. Nella mente si creano immaginari, si percepiscono le texture dei pregiati tessuti, appaiono palette colori e si odorano profumi. Una forza e una bravura nella descrizione dei dettagli e delle minuziosità che lasciano il lettore sospeso, appassionato, pronto ad approfondire sempre di più. Testimonianze e dialoghi che permettono di rivivere anni lontani, duri e pieni di vita, assolutamente da non dimenticare. Una ricostruzione veritiera che conduce il lettore a fianco ad Emilio sugli aerei da guerra, tra le vie di Capri o nei laboratori fiorentini per provare sulla propria pelle la trepidazione della progettazione di una collezione.

Vicende, spesso poco conosciute, che hanno lasciato il segno nella storia del costume e della moda italiana.

Con il suo spirito realistico ed estremamente avventuriero Emilio Pucci ha saputo offrire alla moda italiana un riconoscimento a livello mondiale. Anticipatore, con la sua mente fantasiosa, si deve a lui merito, di aver fondato, insieme a pochi altri creatori, le basi dello stile italiano.

“Sognare può servire, e a lunga scadenza. Chissà mai che da lì non venga fuori il miracolo”.

Enrico Mannucci, nato a Firenze nel 1952, ha lavorato a “Paese Sera”, “La Nazione”, “Il Tirreno”, “Panorama”, “L’Europeo”, “Anna”, “Sette”, “Il Corriere della Sera”. Fra i libri che ha scritto Grandi Marche d’Italia (1990), I giornali non sono scarpe. Tommaso Besozzi: una vita da prima pagina (1995), In pace e in guerra (2004), Caccia grossa ai diari del duce (2010), Casa Savoia (2012).

EMILIO PUCCI. LO STILISTA AVIATORE.

Avventure, illusioni, successi del pioniere della moda italiana.

Edito da DIARKOS.

2021

Acquistabile online e in libreria!

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Thank you

Valentina

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